CUD Inps 2014: Ecco come Richiederlo

richiedere cud inps 2014 La campagna delle dichiarazioni dei redditi è ormai aperta e tutti, pensionati e non, sono alle prese con la propria dichiarazione, quest'anno sono state introdotte numerose novità in particolar modo vediamo in questa guida come fare per richiedere il modello Cud Inps 2014.

Già dallo scorso anno l'Inps non invia più presso l'abitazione di residenza il modello Cud ai pensionati o ai titolari di prestazioni Inps, per questo motivo tutti devono provvedere autonomamente alla richiesta ed alla stampa dello stesso. Scopriamo nel dettaglio come richiedere il Cud Inps 2014.

Il pensionato o il cittadino che nell'anno precedente ha ricevuto delle somme di denaro direttamente dall'Inps può richiedere il modello Cud Inps 2014 attraverso molteplici canali, come prima cosa possiamo dire che il modello Cud Inps 2014 è disponibile direttamente online sul portale del sito internet www.inps.it, attraverso il proprio codice pin personale è possibile scaricare e stampare il modello Cud.

In alternativa è possibile richiedere il proprio modello Cud Inps 2014 in formato cartaceo, per farlo vi basterà recarvi presso gli sportelli Inps più vicini, C.A.F. o patronati, è possibile però, anche richiedere il modello Cud Inps 2014 presso un qualsiasi ufficio postale.

Se decidete di avvalervi del servizio offerto da questi Enti è consigliabile portare con se il proprio documento di riconoscimento e se si vuole richiedere il modello Cud Inps 2014 per conto di terzi è bene essere muniti di delega debitamente firmata.

Arriva il 2 per Mille sulla Dichiarazione dei Redditi per il Finanziamento ai Partiti

2 x 1000 partiti
Come tutti ben sanno è arrivato il momento di presentare la propria dichiarazione dei redditi, quest'anno tra le tante novità vi è la possibilità di destinare il 2 per mille dell'Irpef ai partiti politici, il sistema di finanziamento ai partiti si è rivoluzionato in quanto ora saranno i cittadini a scegliere se destinare una quota delle tasse direttamente ai partiti politici.
I partiti politici per poter ottenere questa quota devono essere in regola e sottostare a disposizioni ben precise, tra tutti i partiti presenti nel nostro Parlamento è bene sapere che solo 11 sono in grado di poter ricevere questi soldi direttamente dalla denuncia dei redditi dei contribuenti, questi partiti sono:
Forza Italia, Partito Autonomista Trentino Tirolese, Lega Nord, Partito Socialista Italiano, Partito democratico, Scelta Civica, Sinistra Ecologia Libertà, Udc, Union Valdôtaine, Südtiroler volkspartei.

Sul modello 730 2014 comparirà quindi la scheda per devolvere il 2 per mille ai partiti politici, i contribuenti che possono effettuare tale scelta sono coloro che presentano il modello 730 o anche il modello Unico Persone fisiche 2014, in alternativa si può decidere di consegnare la sola scheda con la scelta di destinazione del 2 per mille ai partiti politici presso un qualsiasi ufficio postale, il quale provvederà ad effettuare l'invio.

foto:www.unionvaldotaine.org

Dichiarazioni 2014: Ecco tutte le Scadenze

scadenza dichiarazioni 2014 In questo periodo dell'anno tutti siamo alle prese con le dichiarazioni dei redditi, in questa breve guida vi elenchiamo quali sono tutte le scadenze fiscali per l'anno 2014, passiamo dal modello 730, al modello Unico, dal modello 770 alla dichiarazione Iva e Irap.

Per quel che riguarda il modello 730 2014 relativo all'anno d'imposta 2013 possiamo dire che, salvo proroghe, la scadenza è fissata al prossimo 30 Aprile per chi consegna il 730 direttamente al proprio datore di lavoro o ente pensionistico, mentre invece per chi si avvale dell'assistenza di un centro C.A.F o intermediario abilitato può presentare il modello 730/14 fino al 3 Giugno 2014, in quanto il 31 Maggio cade di Sabato.

Il modello 770 2014 può essere trasmesso, salvo proroghe, entro il 31 Luglio 2014 e parliamo sia del modello 770 ordinario che del modello 770 semplificato.

Il 30 settembre 2014, invece, è il termine ultimo per la presentazione del modello Unico, Iva e Irap.

Nuovi Libretti Caldaie dal 1 Giugno 2014

caldaie climatizzatori 2014
Dal 1 Giugno 2014 ci sarà un cambiamento radicale che riguarderà proprio i documenti che certificano lo stato e l'efficienza delle caldaie e degli impianti installati presso la propria abitazione, ufficio o azienda. Verrà introdotto quindi dal 1 Giugno 2014 un nuovo ed unico libretto per le caldaie e impianti di climatizzazione, quest'ultimo sarà composto da più schede, naturalmente il tutto varia anche a seconda delle caratteristiche tecniche dell'impianto stesso.

È bene sapere ed essere informati che questa novità riguarderà anche gli impianti di climatizzazione estiva.

Il nuovo libretto di impianto 2014, in vigore dal 1 Giugno 2014, obbliga il responsabile a scaricare dal sito internet ,www.sviluppoeconomico.gov.it , tale modello e a scriverci sopra tutti i dati identificativi dell'impianto in modo tale da consegnarlo al manutentore che si occupa dell'aggiornamento, al momento del controllo.
Per quanto riguarda il rapporto di efficienza è bene sapere che sarà proprio il manutentore stesso a trascrivere e provvedere alla trasmissione di tutti i dati tecnici e specifici dell'impianto.
Proprio come previsto dalla legge, la sanzione da pagare se non si rispettano queste nuove direttive sarà dai 500 ai 3000 euro per il proprietario, conduttore o amministratore di condominio e dai 1000 ai 6000 euro a carico del tecnico che non provvede a redigere questo rapporto di controllo tecnico.

Richiedere il Codice PIN all'Agenzia delle Entrate

richiedere pin agenzia entrate Richiedere l'abilitazione a Fisconline è davvero molto semplice, bisogna sapere che per richiedere il codice pin all'Agenzia delle Entrate basta effettuare solamente pochi passaggi e in un batter d'occhio sarete abilitati ad effettuare dei servizi davvero molto utili che vi permetteranno di evitare lunghe code e di risparmiare molto più tempo.

L'abilitazione a Fisconline può essere quindi ottenuta richiedendo direttamente il codice pin all'Agenzia delle Entrate, per farlo vi basterà andare direttamente sul sito www.agenziaentrate.gov.it e selezionare il link 'non sei ancora registrato', dopodiché verrà visualizzata la pagina che vi permetterà di effettuare la registrazione per poter poi accedere ai servizi telematici, dovrete solamente cliccare su 'registrazione a Fisconline'. A questo punto per completare la procedura e richiedere il codice pin all'Agenzia delle Entrate dovrete selezionare la voce che s'addice al vostro profilo, come per esempio persona fisica, cittadini italiani residenti all'estero ecc ecc e cliccare su 'richiedi codice pin'.
A seconda del profilo scelto dall'utente la richiesta di abilitazione al servizio avviene in maniera differente. Le persone fisiche che sono residenti in Italia e non sono in possesso della SmartCard, dovranno fornire tutti i propri dati personali compresi anche quelli derivanti dalla propria dichiarazione presentata nell'anno precedente; Solo a questo punto il sistema dopo aver controllato la veridicità dei dati forniti vi rilascerà nell'immediato la prima parte del codice pin.

I cittadini italiani residenti all'estero possono ottenere il codice pin solo dopo aver fornito oltre che ai dati personali anche quelli derivanti dalla propria dichiarazione, la procedura è simile a quella sopra indicata ma con una particolarità, il cittadino dovrà inviare anche tramite fax la richiesta del pin al consolato di competenza e se quest'ultimo la riterrà una scelta valida vi farà pervenire quanto prima le prime 4 cifre del codice pin e la password per accedere al sistema. Per quel che riguarda invece le società è bene sapere che la richiesta del codice pin all'Agenzia delle Entrate deve essere effettuata tramite il proprio rappresentante che dovrà essere già abilitato al servizio Fisconline.

Tassa Rifiuti Urbani, quando cade in Prescrizione?

non pagare tassa rifiuti La tassa per lo smaltimento dei rifiuti soldi urbani, conosciuta da tutti, viene calcolata in modo differente a seconda grandezza dell'immobile o del locale, consentendo cosi un risparmio a chi possiede immobili o locali di piccole dimensioni.
A pagare la Tarsu sono tutti i possessori di immobili e anche i possessori di superfici scoperte, quindi chi detiene o occupa un immobile oppure una superficie operativa deve presentare regolare denuncia al Comune di appartenenza, entro il 20 Gennaio dell'anno successivo, specificando l'uso di destinazione dell'immobile o l'area occupata, in questo modo vi sarà una giusta applicazione della Tarsu.

La tassa sui rifiuti soldi urbani è considerata come anche tutti gli altri tributi locali un pagamento con scadenza periodica, di conseguenza per questo motivo è soggetta a prescrizione. Vediamo in questa breve guida quando cade in prescrizione la tassa sui rifiuti urbani.

Il pagamento e la relativa riscossione da parte del Comune della tassa sui rifiuti deve essere effettuata entro i 3 anni dalla data di presentazione della denuncia al comune, pena la decadenza della stessa, nel caso in cui invece la denuncia non sia stata proprio effettuata gli anni da considerare sono 4. Stando a quanto dice la legge, il concessionario della riscossione, deve notificare la cartella di pagamento al contribuente debitore entro il 31 dicembre del terzo anno dalla presentazione della dichiarazione. I cinque anni partono dalla notificazione della cartella di pagamento, trascorso questo tempo il contribuente può far valere il proprio diritto e di conseguenza non pagare la tassa sui rifiuti solidi urbani arretrata.

Vendita Auto Blu dello Stato: Asta su Ebay, ecco come partecipare

auto blu ebay La notizia che si sta facendo molto sentire in questi giorni riguarda proprio la vendita delle auto blu, decisione, questa, presa dal neo Presidente del Consiglio Renzi che ha deciso di mettere all'asta ben 151 auto blu tramite il sito eBay.
Queste 151 auto blu sono considerate automobili non più essenziali ai fini istituzionali che rappresentano solamente un costo superfluo per le amministrazioni statali, ovviamente il ricavato di questa vendita non rappresenta un grosso introito per le casse dello stato ma è comunque un primo passo anche simbolico dell'impegno che il Governo Renzi ha preso con tutto il popolo italiano. Vediamo in questa breve guida come partecipare all'asta su eBay per acquistare le auto blu.

Partecipare all'asta su eBay per acquistare le auto blu è davvero molto semplice vi basterà collegarvi al sito http://stores.ebay.it/Le-Auto-Blu-del-Governo; per il momento saranno messe in vendita solamente 25 delle 151 auto blu destinate all'asta su eBay, ma nei prossimi giorni e fino al 16 Aprile 2014 verranno inserite nell'annuncio anche tutte le altre.
Di seguito vi elenchiamo tutte le auto blu che saranno messe in vendita su Ebay.

Tra le auto appartenenti al Ministero dell'Interno troviamo:
- 40 Bmw 525
- 20 Lancia Thesis
- 10 Alfa 166
- 7 Alfa Romeo 156
- 1 Fiat Croma
Tra le auto appartenenti al Ministero della Giustizia troviamo:
- 1 Jaguar S-Type R
- 1 Jaguar XF 3.0 L DS V6 Luxury
- 1 Lancia K
- 1 Subaru Impreza
- 2 Subaru Outback
- 1 Volvo S80
- 5 Audi A6
- 5 Lancia Lybra
- 1 Lancia Thesis
- 1 Citroen C8
- 3 Volkswagen Pheton
Tra le auto appartenenti al Ministero della Difesa troviamo:
- 1 Maserati V8
- Maserati M139MS
- 10 Lancia Thesis
- 8 Bmw 525d
- 8 Alfa Romeo 166
- 14 Alfa Romeo 159
- 2 Volkswagen Passat

Riforma del Lavoro 2014: Ecco cosa cambia

riforma lavoro renzi In questi giorni si sente parlare molto spesso di politica, in particolare delle nuova riforma del lavoro 2014, sono entrate in vigore da poco tempo delle norme che in qualche modo rivoluzionano la tanto discussa legge Fornero, quindi sono molte le novità introdotte, vediamo insieme di cosa tratta la nuova riforma del lavoro 2014, ecco cosa cambia.

La legge Fornero è stata giudicata un fallimento, non ha ottenuto di certo i risultati sperati visto che il numero dei nuovi contratti di lavoro stipulati è sceso notevolmente. Vediamo brevemente in questa guida cosa cambia con la nuova riforma del lavoro 2014.
Innanzitutto i contratti di lavoro a tempo determinato potranno essere ritenuti validi, senza causale quindi, fino a 36 mesi, inoltre vi sarà la possibilità di prorogare un contratto di lavoro a termine in corso di svolgimento fino ad un massimo di 8 volte sempre nei 36 mesi.
Ogni impresa potrà assumere dipendenti con contratto a tempo determinato, purchè le assunzioni non superino il 20% dell'organico, quindi le imprese fino a 5 dipendenti possono stipulare questi contratti a termine.

Il contratto di apprendistato è stato semplificato, non sarà più obbligatorio aver assunto precedenti apprendisti prima di introdurne nell'organico dei nuovi , inoltre la retribuzione dell'apprendista per la parte relativa alle ore di formazione, corrisponderà al 35% della retribuzione del livello di inquadramento previsto dal contratto.

Affitti 2014: Cedolare Secca al 10%

cedolare secca 10% In questi giorni si sente parlare molto spesso del Piano Casa 2014, in sostanza vengono trattate numerose novità che riguardano proprio gli affitti per il 2014 e in particolar modo la cedolare secca sugli affitti che scende dal 15% al 10%. Vediamo brevemente in questo articolo la cedolare secca 2014 al 10% e in modo specifico quali vantaggi offre al contribuente.

La cedolare secca sugli affitti è una valida alternativa al classico pagamento delle imposte, che sostituisce l'irpef e le addizionali. Se il contribuente decide di adottare la cedolare secca non sarà più obbligato a pagare annualmente l'imposta di registro e l'imposta di bollo, inoltre se si adotta la cedolare secca il contribuente non potrà più chiedere annualmente l'aumento Istat relativo al canone di locazione. La misura del piano casa ideata dal Governo Renzi fa in modo che l'aliquota della cedolare secca scenda al 10%, questo però solamente nel caso in cui vengano rispettate determinate regole.

Vediamo nel dettaglio in cosa consiste la cedolare secca 2014 al 10%.

Per usufruire di questa agevolazione i contratti d'affitto dovranno essere necessariamente calcolati in base agli accordi stipulati tra le associazioni di proprietari , i sindacati degli inquilini e i comuni, ci sarà dunque un netto risparmio sia degli inquilini che dei proprietari stessi,sarà quindi un contratto d'affitto a canone concordato e tutto questo, però, sarà possibile solamente nel caso in cui l'immobile in questione si trova in uno dei comuni con carenze di disponibilità abitative, in città come Bari, Bologna, Catania, Genova, Milano,Napoli, Palermo,Roma, Torino e Venezia o in quelle confinanti, sarà possibile adottare la cedolare Secca al 10% anche nei comuni ad alta tensione abitativa individuati dal Cipe.

Affitti sotto i mille euro, torna il Contante

contanti affitto Non molto tempo fa era stato introdotto l'obbligo per i proprietari di immobili in affitto, di ricevere il pagamento del canone mensile di locazione esclusivamente tramite bonifico o assegno, dunque fino a pochi giorni fa i proprietari di immobili locati non potevano riscuotere il canone dell'affitto in denaro contante.

Da qualche giorno invece è sopraggiunta una novità, torna il contante per il pagamento degli affitti, il divieto precedentemente introdotto con la legge di stabilità 2014 è stato abolito o comunque in parte.

Vediamo nel dettaglio a cosa si limita il divieto del contante sul pagamento del canone d'affitto.

Con la nota n. 10492/DT del 5/2/14 il MEF ha affermato che l'uso del contante per il pagamento degli affitti può essere applicato solamente nel caso in cui l'importo da corrispondere al proprietario dell'immobile sia al di sotto dei mille euro, infatti se il canone di locazione è pari o inferiore ai 999,99 euro può essere pagato anche in denaro contante, al contrario se il canone mensile di locazione corrisponde a 1000 euro o più dovrà essere pagato esclusivamente tramite bonifico o assegno, utilizzando quindi strumenti di pagamento tracciabili.
Restano esclusi da questa novità i canoni di locazione relativi agli alloggi di edilizia residenziale pubblica e le locazioni di immobili strumentali. Quindi, se l'importo da pagare è al di sotto dei mille euro, l'inquilino potrà pagare il canone d'affitto in contanti e farsi rilasciare come sempre dal proprietario apposita ricevuta, in questo modo sia l'inquilino che il proprietario non sarà più soggetto a sanzioni o controlli da parte degli organi competenti.
foto:www.fisco7.it

Tassa Annuale Vidimazione Libri Sociali, Scadenza 17 Marzo 2014

tassa vidimazione libri sociali scadenza Come ogni anno, tra le varie scadenze fiscali c'è anche quella che riguarda tutti coloro che sono titolari di società di capitali, questa scadenza è relativa alla tassa annuale per la vidimazione dei libri sociali ed è fissata al 17 Marzo 2014. In questa breve guida vediamo come e quando pagare la tassa di concessione governativa per la vidimazione dei libri sociali 2014.

Come detto, entro il 17 Marzo 2014 tutte società di capitali dovranno effettuare il versamento e pagare la tassa annuale per la vidimazione dei libri sociali 2014, nel dettaglio questa tassa riguarda:

- Società di capitali ( spa, srl, sapa)
- Società in liquidazione ordinaria
- Società sottoposte a procedure concorsuali diverse dal fallimento

Sono invece esonerati dal pagamento della tassa annuale per la vidimazione di libri sociali:

- Società già dichiarate fallite
- Società cooperative e di mutua assicurazione
- Consorzi che non hanno la forma di società consortili
- Società sportive dilettantistiche costituite in forma di società di capitali ma senza scopo di lucro

Effettuare il pagamento della tassa sulla vidimazione dei libri sociali è molto semplice; il versamento dovrà avvenire tramite bollettino postale c/c 6007 e dovrà essere intestato all'Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Pescara, solamente però se si è appena costituita la società, essendo una tassa annuale per gli anni successivi bisognerà provvedere al pagamento tramite modello F24, indicando il codice tributo 7085 e come anno di riferimento bisognerà inserire quello in corso, in questo caso il 2014.

Per quel che riguarda l'importo da pagare possiamo fare due diverse distinzioni, si verserà quindi :

- € 309,87 se il capitale sociale della società al 1 Gennaio 2014 risulta inferiore ai 516˙456,90 euro
- € 516,46 se il capitale sociale della società al 1 Gennaio 2014 risulta superiore ai 516˙456,90 euro