Addio al CUD: Arriva la Certificazione Unica dei Redditi dal 2015

modello cu agenzia entrate 2015
È in arrivo un importante novità che riguarda tutti i contribuenti, a partire dal 2015 dovremo dire addio al modello Cud, infatti quest'ultimo verrà sostituito dalla Certificazione Unica (CU).
Vediamo nel dettaglio cos'è la Certificazione Unica e quali sono le novità e tutti gli elementi che la caratterizzano.
Da solo pochi giorni l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato e reso disponibile la bozza della Certificazione Unica che dal 2015 sostituirà il modello Cud, in sostanza sulla Certificazione Unica dovranno risultare tutti i redditi corrisposti nel 2014, non solo quelli derivanti da lavoro dipendente e assimilati ma anche quelli di lavoro autonomo, fino ad oggi certificati in forma libera dal sostituto d'imposta.
Con la Certificazione Unica inizia il cammino verso la dichiarazione dei redditi precompilata per lavoratori dipendenti e pensionati, prevista ,come noto, dal decreto semplificazioni.
Gli importi che dovranno essere indicati nella dichiarazione dei redditi precompilata saranno inseriti direttamente dall'Agenzia delle Entrate  in relazione ai dati forniti dai sostituti d'imposta, quest'ultimi dovranno  comunicare tali importi, in via telematica, entro il 7 Marzo 2015.

Si ricorda che in caso di omessa, tardiva o errata presentazione di questa comunicazione è prevista una sanzione pari ad euro 100 per ciascuna certificazione.
La nuova Certificazione Unica è chiamata in questo modo perché il sostituto d'imposta dovrà utilizzarla non solo per certificare i redditi di lavoro dipendente ma bensì anche quelli derivanti da lavoro autonomo.
È importante ricordare che la nuova Certificazione Unica e la sua modalità di trasmissione non sostituisce la presentazione del modello 770 dei sostituti d'imposta.

Vediamo ora, brevemente, come è strutturata la nuova Certificazione Unica (CU).
Nella Certificazione Unica troviamo:


-       Il frontespizio, quest'ultimo contiene i dati relativi al datore di lavoro, ente pensionistico o altro sostituto d'imposta
-       La certificazione di lavoro dipendente, pensionato o altro percettore di somme; in questa sezione occorrerà indicare eventuali detrazioni per carichi di famiglia, per ciascun familiare verrà richiesto il relativo codice fiscale, il numero di mesi a carico e la relativa percentuale di detrazione spettante
-       È presente anche un riquadro dedicato ai redditi assoggettati a ritenuta a titolo d'imposta, in questo caso viene introdotta una sezione in cui si dovranno indicare i dati sui lavori socialmente utili e le relative quote esenti, imponibili, ritenute irpef e i dati sulle addizionali regionali
   
     Certificazione di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi; tutte le informazioni che vengono richieste in questa sezione sono molto simili a quelle richieste nell'apposito riquadro del modello 770 semplificato. Il sostituto d'imposta deve indicare i compensi lordi erogati, facendo distinzione tra le somme non soggette a ritenuta, somme imponibili e tutte le ritenute effettuate a titolo di acconto o a titolo d'imposta, aggiungendo anche le addizionali regionali, comunali e tutti i contributi previdenziali a carico del lavoratore autonomo.

In Arrivo la Nuova Banconota da 10 Euro

nuovi 10 euro
In questi giorni si è sentito parlare molto spesso della nuova banconota da 10 euro che è entrata in circolazione proprio ieri, 23 Settembre, in Europa.
La nuova banconota da 10 euro è molto simile a quella introdotta nel 2002, la differenza è che questa appena introdotta ha un tono di giallo molto più evidente.

Ricordiamo che l'euro è la moneta che accomuna più di 300 milioni di persone e le banconote della nuova serie saranno introdotte in modo progressivo negli anni a venire.
Con l'introduzione della nuova banconota da 10 euro, le imprese e circa 3 milioni di esercizi commerciali si vedranno recapitare opuscoli informativi sulla nuova banconota da 10 euro, in particolare, a quest'ultimi, viene consigliato di assicurarsi che i dispositivi volti alla verifica dell'autenticità della banconota siano in grado di trattare anche la nuova banconota da 10 euro.
Vediamo di seguito le caratteristiche della nuova banconota da 10 euro.

Il colore della nuova banconota da 10 euro è rosso, lo stile architettonico che caratterizza questa nuova banconota è quello Romanico, inoltre sul margine destro e sinistro della banconota possiamo notare che ci sono alcuni elementi stampati in rilievo, in questo modo anche le persone con problemi visivi non avranno difficoltà a riconoscere la banconota.
La nuova banconota da 10 euro include il ritratto di Europa, nota figura delle mitologia ellenica; in alcune aree della banconota sono presenti delle microscritture, facilmente leggibili attraverso una lente d'ingrandimento.
La carta se esposta ad una sorgente di luce UV non diventa fluorescente ed appare quindi scura, tutte le fibrille incorporate nella carta appaiono di tre differenti colori, inoltre le stelle della bandiera dell'UE, le stelle e i cerchietti diventano di colore giallo come le altre parti della banconota.

Se la nuova banconota da 10 euro viene esposta a dei raggi infrarossi, è possibile notare che sul fronte è visibile il numero verde smeraldo, il lato destro dell'immagine principale e la striscia di colore argento; sul retro invece è possibile notare solamente la cifra del valore e il numero di serie della banconota che troviamo in orizzontale.

Banco dei Pegni: Come Funziona?

monte dei pegni
Con la forte crisi economica che sta vivendo il nostro Paese, sono sempre di più le persone che decidono di rivolgersi al banco dei pegni, impegnando cosi immobili, oro ed altri effetti personali, tutto questo per far fronte alle spese quotidiane che si presentano.

Vediamo in questa breve guida cos'è il banco dei pegni e come funziona.

Il banco dei pegni esiste già da molto tempo, il proprietario del banco offriva dei prestiti e breve termine ad interessi molto alti, oggi questo servizio viene offerto anche dagli istituti di credito ovvero le banche, ovviamente con maggiori garanzie per i cittadini che decidono di impegnare i loro beni.
Oggi come oggi il cittadino che si rivolge al banco dei pegni, rispetto al passato, ha maggiori garanzie che sono disciplinate da leggi ben specifiche.
Il prestito su pegno  permette al cittadino che non ha una regolare busta paga di ricevere un prestito impegnando cosi un bene materiale a garanzia.
Ci sono diversi istituti di credito che offrono questo servizio ai cittadini, quest'ultimi però dovranno essere maggiorenni e il prestito può essere concesso solo per cifre inferiori a 3000 euro e per la durata inferiore a 12 mesi.

Non vengono richiesti particolari requisiti, bisogna essere in possesso di un documento d'identità in corso di validità e del codice fiscale, inoltre bisogna essere in possesso della certificazione del valore del bene che si intende impegnare.
Una volta presentata la domanda bisognerà attendere qualche giorno, tempo che servirà all'istituto di credito per verificare ed accertare la provenienza legittima del bene.
Stipulerete inoltre una polizza assicurativa chiamata polizza pegno al portatore, a maggiore garanzia del richiedente, con questa polizza potrete riscattare il bene impegnato una volta estinto il debito.
Se un cittadino ha subito dei protesti non ha comunque problemi ad effettuare questa operazione in quanto il banco dei pegni non effettua alcuna indagine patrimoniale.

Solitamente gli istituti di credito che offrono questo servizio accettano solo oggetti preziosi come oro e argento, questo perché anche con il passare del tempo quest'ultimi conservano il loro effettivo valore.
È importante sapere che alla scadenza stabilita è possibile rinnovare questa operazione pagando anticipatamente la custodia e gli interessi  successivamente.

In alternativa è possibile saldare anticipatamente il debito, pagando però una penale,  se invece sono scaduti i termini  il proprietario del bene è tenuto ad estinguere il prestito altrimenti il bene impegnato verrà venduto all'asta.

In Arrivo il Bustone INPS 2014: Scadenze, Invio e Compilazione

bustone inps 2014 scadenza compilazione invio
Proprio in questi giorni l'Inps sta inviando a tutti i pensionati che fruiscono delle prestazioni assistenziali il cosiddetto Bustone 2014 contenente il modello Red e altri documenti che andranno poi compilati e rispediti all'ente, successivamente l'Inps, in base ai dati dichiarati e forniti, provvederà a verificare la correttezza  di quest'ultimi proprio per vedere se ci sono o meno le condizioni per fruire ancora di tali prestazioni.

Vediamo ora in questa breve guida tutto quello che c'è da sapere sul Bustone Inps 2014, in particolare vediamo come e quando compilare i documenti inviati e quali sono le relative scadenze.

Il cosiddetto Bustone Inps 2014, come accennato,  contiene diversi documenti che andranno poi compilati e rispediti all'ente, nel dettaglio all'interno del plico troviamo:
-         La lettera di presentazione contenente una breve informativa sui servizi online messi a disposizione del cittadino
-         Il modello Red 2014 italiano o il modello Red 2014 estero, seguito da una serie di istruzioni utili alla compilazione di quest'ultimo
-         Il modello 503 AUT, ovvero il documento dedicato a titolari di pensione assoggettata a trattenute di lavoro autonomo
-         La richiesta di integrazione delle informazioni relative ai modelli Red 2012, anno d'imposta 2011.
-         Modello ICRIC, ICLAV, ACC AS/PS, ovvero modelli di dichiarazione per i titolari di prestazioni assistenziali

Tutti i pensionati che riceveranno il Bustone Inps 2014 contenente il modello Red 2014 potranno rispedirlo  entro il  15 Febbraio 2015, in ogni caso la data di scadenza del modello Red 2014 è indicata sulla suddetta richiesta.
Il modello 503 AUT invece dovrà essere tassativamente compilato e rispedito all'Inps entro il 30 settembre 2014.

Si ricorda che comunque ogni modulo di richiesta contiene al suo interno la data di scadenza dello stesso.

È possibile inviare tali dichiarazioni tramite intermediari abilitati o anche per via telematica,  ovviamente per spedire telematicamente i documenti bisogna essere in possesso del Codice Pin Inps.

Pagamento F24 sopra i 1000 euro solo telematico

f24 oltre 1000 euro telematico
Un importante novità riguarda tutti i contribuenti che pagano imposte e tributi con il modello F24, dal 1° Ottobre 2014 il modello F24 telematico diventa obbligatorio per i pagamenti sopra i 1000 euro o se vengono effettuate delle compensazioni.
Vediamo nel dettaglio le nuove regole del modello F24 telematico.

Il pagamento con il modello F24 cartaceo, quello da sempre più utilizzato, è destinato a scomparire, dal 1° Ottobre 2014, infatti, tutti i contribuenti che dovranno pagare con il modello F24 somme superiori ai 1000 euro oppure devono effettuare compensazioni, sono obbligati ad effettuare il pagamento solo per via telematica, la regola del pagamento telematico del modello F24 riguardava finora solo i titolari di partita Iva, indipendentemente dalla somma da versare, ora invece questa regola diventa obbligatoria anche per i privati.
La nuova norma contenuta nel decreto Renzi impone, infatti,  anche ai contribuenti privati di munirsi del servizio home banking oppure di richiedere le credenziali Fisconline direttamente all'Agenzia delle Entrate inviando cosi autonomamente le deleghe di pagamento F24.
In alternativa, pagando l'onorario concordato, vi è la possibilità di farsi assistere da un intermediario abilitato al servizio Entratel.
Come detto questa nuova regola vale per tutti, titolari di partita iva e non, i contribuenti potranno versare il modello F24 in banca, in posta o agli sportelli Equitalia solo se non si è titolari di partita Iva e se il saldo da pagare è pari o inferiore ai mille euro.

Particolare novità riguarda i modelli F24 che per effetto delle compensazioni presentano un saldo pari a zero, in questo particolare caso non potranno essere presentati tramite i servizi telematici delle banche o delle poste, ma bensì solo attraverso i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate.

Affitti Studenti fuori Sede: Classifica delle città più costose

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La crisi economica che sta attraversando il nostro Paese sembra non aver toccato tutti quei proprietari che affittano stanze agli studenti fuori sede, delle recenti ricerche hanno infatti dimostrato che i prezzi per il costo di una singola stanza si sono mantenuti su un buon livello al contrario invece degli affitti in genere che hanno subito un calo notevole.

Da una recente indagine risulta infatti che la città più costosa è Milano, gli studenti fuori sede che decidono di affittare una stanza singola pagano in media circa 480 euro, mentre per un posto letto in stanza doppia pagano mediamente 320 euro.
A seguire c'è Roma, in questo caso gli studenti fuori sede che affittano una stanza singola in media pagano circa 410 euro mentre per un posto in una stanza doppia pagano circa 300.
Meno care rispetto a Milano e Roma sono Firenze e Bologna dove si paga circa 240 euro per un posto letto in stanza doppia e circa 330 euro per una stanza singola.
Torino si classifica al quinto posto, i prezzi sono decisamente meno cari e variano dai 220 euro per un posto letto in stanza doppia e 320 euro per la stanza singola.


Ancora meno care sono le città di Pisa, Siena, Napoli, Pavia, Padova, Urbino e Bari, chiudono la classifica le città di Catania e Palermo dove i costi si aggirano intorno ai 160 euro per un posto letto in stanza doppia e 190 euro  per la stanza singola.

Novità Tasi 2014

news tasi 2014
L'estate sta volgendo al termine e per molti italiani è ora di tornare alla vita quotidiana e di iniziare a fare i conti con le prossime scadenze fiscali.
In questi giorni si sente parlare spesso della Tasi 2014 che interessa moltissimi italiani, il 16 Ottobre 2014 tutti i cittadini interessati dovranno effettuare il pagamento in acconto della Tasi 2014, il saldo invece è previsto per il mese di Dicembre, a questo proposito però c’è da sottolineare il fatto che moltissimi comuni non hanno ancora deliberato le aliquote e nel caso non deliberassero entro i termini il pagamento della tasi per i cittadini residenti in questi comuni slitterebbe a dicembre mese nel quale però i cittadini si ritroveranno a dover pagare la tasi in un’unica soluzione.

A quanto sembra dunque la situazione ancora non è ben chiara e definita dunque ci riserviamo di aggiornarvi nei prossimi giorni fornendovi notizie più concrete.

Agevolazioni 2014 Giovani Imprenditori Agricoli

giovani imprenditori agricoli agevolaizoni
È in arrivo una novità molto importante che riguarda tutti i giovani imprenditori agricoli che decidono di avviare e intraprendere questa attività, infatti con il decreto legge sulla competitività d.l. 91/2014 è prevista la detrazione pari al 19% sul canone d'affitto, tutto questo al fine di agevolare i giovani e l'agricoltura.
Vediamo nel dettaglio quali sono le agevolazioni previste per i giovani imprenditori agricoli.
Come anticipato, è prevista una detrazione Irpef pari al 19% sui canoni d'affitto dei terreni agricoli corrisposti dai coltivatori diretti e da tutti gli imprenditori  professionali, quest'ultimi però devono avere un'età inferiore ai 35 anni.

È importante sapere che non è possibile fruire dell'agevolazione per i giovani imprenditori agricoli se il canone d'affitto viene corrisposto ai genitori.
Inoltre i giovani imprenditori agricoli per poter ottenere l'agevolazione che permette di beneficiare della detrazione del 19% sul canone d'affitto  devono necessariamente registrare il contratto di locazione.
Nel dettaglio questa agevolazione spetta in misura non superiore a 80 euro per ciascun ettaro di terreno preso in affitto, in qualsiasi caso il tetto massimo annuo stabilito è pari a 1200 euro.

La detrazione del 19% sul canone d'affitto dei terreni agricoli gestiti da giovani imprenditori entra in vigore dal periodo d'imposta 2014.

Rimborsi più veloci da parte dell'Agenzia delle Entrate

rimborsi agenzia entrate Ci sono delle importanti novità che riguardano tutti coloro che hanno presentato il modello 730 2014 senza sostituto o anche per le società che hanno chiesto il rimborso dell'Ires; in sostanza l'Agenzia delle Entrate per velocizzare i tempi di erogazione del rimborso sta inviando delle comunicazioni ai contribuenti  dove viene chiesto di fornire il proprio codice iban, in questo modo il rimborso arriverà mediante accredito sul conto corrente.
Dunque, questi, saranno dei rimborsi veloci che permettono al contribuente di ricevere la somma spettante in tempi molto più brevi rispetto al passato, ma vediamo ora nel dettaglio come comunicare il proprio iban all'Agenzia delle Entrate per riceve il rimborso.
Le comunicazioni di richiesta del codice iban che l'Agenzia delle Entrate sta inviando ai contribuenti arriverà tramite posta ordinaria per tutti coloro che hanno presentato il modello 730 senza sostituto, invece per le imprese la comunicazione arriverà via e-mail tramite pec (posta elettronica certificata).
Le modalità di comunicazione del codice iban sono due, vi è la possibilità di indicare gli estremi del proprio conto corrente direttamente online, tramite il sito internet dell'agenzia delle Entrate, in questo caso bisognerà accedere alla propria area riservata ,per fare questo dovrete però essere abilitati ai servizi telematici, in alternativa è possibile rivolgersi direttamente presso gli uffici territoriali dell'Agenzia delle Entrate.

L'Agenzia delle Entrate non accetta comunicazioni di iban tramite posta, e-mail o pec, è disponibile invece un modulo preposto per l'accredito del rimborso sul conto corrente che è disponibile sul sito internet dell'Agenzia delle Entrate oppure è reperibile direttamente presso gli uffici territoriali.

In Arrivo una Nuova Social Card Sperimentale per il 2014

nuova social card 2014
È in arrivo una nuova social card per l'anno 2014, si tratta di una carta acquisti in via di sperimentazione e non va confusa con la social card già esistente, quindi in sostanza in questo momento i cittadini possono usufruire di due agevolazioni ovvero la social card sperimentale e la social card ordinaria. Analizziamo insieme in questa breve guida tutti i punti principali della nuova social card sperimentale per il 2014.

La social card sperimentale è in uso già dallo scorso anno, non comprendeva però tutte le regioni, nel corso del 2014 invece è stata estesa anche a tutto il Sud Italia oltre che alle città dove già è in vigore da tempo, queste città sono Bari, Bologna, Firenze, Catania, Roma, Milano, Genova,Napoli, Palermo, Verona, Torino e Venezia .

La nuova social card sperimentale si differenzia dalla social card ordinaria, infatti la social card sperimentale è mirata soprattutto ai disoccupati ed  agli inoccupati in quanto, contestualmente,  vengono obbligati a seguire un percorso di reinserimento lavorativo. Si tratta dunque di un'iniziativa importante, l'importo mensile che viene concesso a tutti coloro che ne hanno il diritto, varia dai 231 euro ai 400 euro mensili. I requisiti necessari per poter usufruire della social card sperimentale per l'anno 2014 sono i seguenti:

-Essere cittadino italiano, comunitario oppure essere straniero in possesso del regolare permesso di soggiorno
-Avere un reddito Isee pari o inferiore a 3˙000 euro
-Per chi è in possesso dell'abitazione bisogna avere un patrimonio mobiliare inferiore a 8˙000 euro e un valore ai fini dell'Ici inferiore a 30˙000 euro per la casa di residenza
-Per chi usufruisce di altri aiuti economici il valore non può essere superiore a 600 euro mensili
-Non possedere alcun veicolo immatricolato nei 12 mesi antecedenti la richiesta
-Non possedere, nei 3 anni antecedenti la richiesta,  autoveicoli con cilindrata superiore a 1300 cc e motoveicoli con cilindrata non superiore a 250 cc
-Nel nucleo familiare deve essere presente almeno un minorenne
-Nessun altro componente del nucleo familiare deve prestare attività lavorativa al momento della richiesta e almeno un componente deve aver cessato un rapporto di lavoro, oppure almeno un componente del nucleo familiare, nei 6 mesi antecedenti la richiesta, deve avere un rapporto di lavoro il cui reddito non superi i 4˙000 euro.

La precedenza, a parità di altre condizioni, verrà data a famiglie che presentano un disagio abitativo, alle famiglie in cui è presente uno solo dei due genitori con figli minorenni , genitore con figli disabili e famiglie numerose con 3 o più figli. Per richiedere la social card sperimentale bisogna prima accertarsi di essere in possesso di tutti i requisiti fondamentali, successivamente vi dovrete recare presso il vostro comune di residenza nel periodo che va da Luglio ad Agosto, accompagnati dall'attestazione Isee in corso di validità.

Canone Rai Over 75: Richiesta di Esonero

richiesta esenzione canone rai Oggi giovedì 31 luglio è l'ultimo giorno utile per inviare all'agenzia delle Entrate di competenza  il modulo per la richiesta di esonero del Canone Rai per tutti gli over 75. Vediamo nel dettaglio in questa breve guida come presentare richiesta di esonero Canone Rai per gli over 75.

Fino ad oggi 31 Luglio 2014 tutti i pensionati che hanno compiuto i 75 anni di età possono richiedere l'esenzione dal pagamento del Canone Rai, per fruire di tale agevolazione quindi occorre aver compiuto i 75 anni di età entro il termine ultimo per il pagamento del Canone Rai, inoltre altro requisito fondamentale è quello di avere un reddito complessivo non superiore a 6714 euro annuo, nel nucleo familiare non devono essere presenti altre persone, diverse dal coniuge, titolari di reddito.
Concorrono alla formazione del reddito anche gli interessi sui depositi bancari o titoli di stato, retribuzioni percepite da enti e organismi internazionali, redditi esteri non tassati in Italia, enti della Chiesa cattolica o da altre rappresentanze diplomatiche o consolari, i redditi esenti invece riguardano le pensioni di invalidità o di guerra, i trattamenti di fine rapporto, i redditi derivanti da abitazioni principali e pertinenze e quelli soggetti a tassazione separata.

La scadenza del 31 Luglio 2014 riguarda tutti i pensionati che intendono beneficiare dell'esonero a partire dal secondo semestre, prima di tale data però è fondamentale aver maturato i requisiti necessari richiesti, se si intende fruire dell'esonero del Canone Rai per la prima volta è necessario presentare domanda entro il 30 Aprile. Per tutti gli anni successivi i contribuenti possono continuare a beneficiare dell'esonero del Canone Rai senza presentare nuove domande, a condizione però che i requisiti reddituali siano rimasti invariati o comunque rientrino sempre in quello che prevede la normativa. La dichiarazione sostitutiva che va redatta sull'apposito modello messo a disposizione dall'Agenzia delle Entrate, deve essere inviata tramite raccomandata,  senza busta, direttamente all'agenzia delle Entrate Ufficio Torino 1 Sat – sportello abbonamenti Tv – casella postale 22 – 10121 Torino, in alternativa potrete consegnare il tutto presso una sede dell'Agenzia delle Entrate.